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Osservatore Romano: “Beatles, vi perdoniamo”. Ringo Starr: “Francamente, me ne infischio”

“i Beatles sono stati i simboli di una rivoluzione generazionale sotto la bandiera del rock, ma più ancora i geniali divulgatori di un’onda che pure altri hanno cavalcato con piglio diverso e rabbia maggiore – “Non riesco a trovare nessuna soddisfazione/ per quanto ci provi e ci riprovi”, cantavano i Rolling Stones – senza però riuscire ad avere la stessa presa sul pubblico. Attraverso la loro musica quei quattro ragazzi di Liverpool, splendidi e imperfetti, sono stati capaci di leggere e di esprimere i segni di un’epoca che a tratti hanno persino indirizzato, imprimendovi un marchio indelebile. Un marchio che segna lo spartiacque tra un prima e un dopo. E dopo, musicalmente, nulla è più stato come prima.”

Così L’Osservatore Romano, giornale della Santa Sede, chiudeva l’articolo dello scorso 10 Aprile dedicato alla band che segnato un’epoca nella musica, nel costume, nella moda e nella pop art.

Perchè preoccuparsi dei problemi della Chiesa (che non sono pochi ultimamente)? Perchè è il quarantesimo anniversario dello scioglimento del gruppo formato dai quattro ragazzi di Liverpool che hanno irrimediabilmente e maestralmente cambiato la storia della musica mondiale: i Beatles.

Sembra un’ottima trovata per rilanciare su vari fronti l’immagine della Chiesa, che a suo tempo aveva condannato il gruppo sia definendo i contenuti delle canzoni “sataniche” e sia causa della dichiarazione di Lennon: “siamo più popolari di Gesù”.

I Beatles diventano così delle “gemme” a detta della Santa Sede, che perdona loro gli eccessi delle droghe, e concede il suo “perdono”.

E quando a Ringo Starr, ex battersita della band, è stata chiesta un’opinione sulla questione, lui ha risposto citando in maniera perfettamente calzante una delle frasi più celebri del mondo: “Francamente, me ne infischio”.

Che ne pensate di questo “incidente diplomatico”?

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