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Lo Strano Caso del Doppio Paul – da un dossier di M.A. (seconda parte)

Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band – 1967

The Beatles
Nella copertina del disco manifesto della psichedelia abbiamo un’infinità di messaggi:

1.Mettendo uno specchio davanti alla grancassa posizionata al centro si può leggere “I ONE IX HE DIE”, ovvero 11 (uno-uno), 9 (IX), lui è morto; cioè il 9 novembre, la data della morte di Paul.

2.I giacinti gialli sono messi a forma di chitarra mancina (Paul era mancino).

3.Paul tiene in mano un oboe nero, adatto alle celebrazioni funebri, nonchè unico strumento non appartenente alla famiglia degli ottoni, gli strumenti classici della banda, che gli altri Beatles, invece, impugnano.

4.Sulla destra c’è una bambola di Shirley Temple con una Ashton Martin (la macchina di Paul nell’incidente) in una mano e nell’altra un guanto da guida insanguinato.

5.Al centro dell’immagine, nella parte inferiore, compare una statuetta di Śiva (“il distruttore”), con due mani alzate che indicano entrambe Paul; Śiva starebbe su una tomba che i Beatles “modello 1964″, alla sinistra dei Beatles “psichedelici”, sembrano guardare con tristezza.

6.Paul si ritrova una mano sopra la testa (secondo alcune popolazioni asiatiche la mano che sovrasta la testa significherebbe morte).

7.Paul si trova in mezzo tra Starr e Harrison che sembrano sorreggerlo, come a simboleggiare che lui non è più in grado di reggersi in piedi. Nel retro della copertina Paul è l’unico dei Fab Four ripreso di spalle.

Aprendo il libretto del disco si vedono i Beatles seduti: Paul sarebbe seduto nel modo in cui i celti seppellivano i morti e la scritta OPD sul bracco del suo vestito vorrebbe dire “Officially Pronunced Dead” (dichiarato ufficialmente morto) oppure “Ontario Police Department” (il dipartimento di polizia in cui avrebbe servito il sosia Campbell).
Se si prendono i testi delle canzoni notiamo subito che a cavallo tra l’iniziale “Sgt. Pepper’s…” e “With A Little Help From My Friends” Paul presenta un certo “Billy Shears”; Billy è il diminutivo di William (il nome attribuito al suo sosia) e “Billy Shears” può essere interpretato come una sorta di gioco di parole: “Billy’s here” (“Billy è qui”). Il “Wednesday morning at five o’clock” iniziale di “She’s Leaving Home” è l’ora in cui Paul sarebbe morto. In “Lovely Rita” (da cui deriverebbe il nome dell’autostoppista) si parla di automobili e di uno sguardo scambiato con Rita. Ma l’apice si trova in “A Day In The Life”, dove le prime strofe recitano: “Ho letto le notizie oggi, riguardano l’uomo fortunato che aveva raggiunto la sua meta (gli inglesi dicono “he made the grade” come eufemismo per dire “è deceduto”), e nonostante le notizie fossero letteralmente tristi mi misi a ridere. Ho visto la foto, ha lasciato la sua anima nell’automobile (altro eufemismo: “to blow his own mind” significa “perdere la testa”), non si era accorto che il semaforo era cambiato. Una folla di persone stava lì attonita: conoscevano quella faccia. Nessuno voleva credere che fosse un Lord” (Paul, come gli altri Beatles, era un Baronetto). Infine, “The Inner Groove”, famosa traccia fantasma, situata alla fine di quest’ultimo brano, ripete ossessivamente “Never could be any other way” (“Non c’era altra soluzione”, forse riferendosi al nascondere al mondo la verità) e se sentita al rovescio sembrerebbe dire “Will Paul be back a superman?” (“Tornerà Paul ad essere un superuomo?”).

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