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Lady Gaga: “Born This Way” – Recensione del Nuovo Album e Playlist

Playlist by Musikami.it

Dopo mesi di attesa finalmente è uscito il nuovo album di Lady Gaga “Born This Way”, che non è solo il titolo dell’album e del primo singolo, ma è anche un’affermazione di un pensiero e di una filosofia che emerge in tutto il nuovo CD.

Ecco per voi, una recensione canzone per canzone della Standard Edition dell’album!

Born This Way Album Cover
Le due copertine di Born This Way (da sinistra verso destra: Standard e Delux Edition)


Marry The Night apre il manifesto musicale di Lady Gaga con una potenza che ricorda vagamente quei ritmi anni ’90 che tanto ci sono piaciuti senza però cadere nel già sentito o nel banale. Più di 4 minuti di pura energia, soprattutto nell’ultimo minuto quando la canzone si trasforma in un remix incalzante di se stessa, fino a raggiungere l’apice e sfumare sull’urlo di Lady Gaga!

Born This Way: non c’è da parlare oltre del singolo che più di tutti rappresenta l’idea di questo album: “I’m beautifull in my way ’cause God makes no mistakes“.

Con Government Hooker finalmente abbandoniamo per un attimo la pura dance per addentrarci in un’atmosfera gotica che spazia dalla elettronica alla techno. Un brano che mostra Lady Gaga in tutta la sua spavalderia – “put your hands on me, Jhon F. Kennedy” – e che è espressione della passione che può scaturire dall’amore nato con un amante che detiene il potere e che ci spinge a poter essere tutto e il contrario di tutto.

Dopo il cupo Government Hooker torniamo alla commerciale Judas che, come già detto più volte, sebbene contenga parti di pura avanguardia musicale, suona un po’ troppo alla Bad Romance… Sicuramente azzeccato come singolo, ma non il miglior pezzo dell’album!

Il quinto brano del CD, Americano, è sicuramente un potenziale singolo e dominerebbe senza ogni dubbio le discoteche di tutto il mondo. In questo brano Lady Gaga ci mostra come sia poi facile mischiare sonorità latine a ritmi più pulsanti della dance senza rovinare nessuno dei due stili. La Germanotta si destreggia anche nello spagnolo con un discreto risultato (migliore di quello raggiunto in precedenza da altre cantanti). Questa allegra canzone alla Raffaella Carrà si chiude con due strofe assolutamente perfette che, però, cadono nello stereotipo della minoranza ispanica americana fuorilegge che vive “on the edge of the law“.

Hair era il secondo promo single lanciato dalla cantante non meno di una settimana fa. Risentendolo sicuramente ci accorgiamo di nuovi passaggi interessanti sia dal punto di vista musicale che vocale. Sicuramente una canzone molto orecchiabile e che permette di conoscere meglio Lady Gaga: una donna che “è” i suoi capelli: libera e disordinatamente ordinata come le sue acconciature.

Scheiße ci riporta sui ritmi dark di Government Hooker, con la differenza che in questo brano il testo è molto ricercato. Dopo la parte iniziale interamente in tedesco quasi sussurrata da Gaga entrano uno dopo l’altro gli strumenti che comporranno improvvisamente la base per una perfetta canzone techno elettronica.
Nel testo di questo brano troviamo alcune frasi sulla linea Born This Way come “Express your womankind: fight for your right” o “If you’re a strong female, you don’t need permission” che innalzano di non poco il suo valore.

Finalmente usciamo dall’esasperante pop che entra inesorabilmente in qualunque canzone di questo cd, isolandoci per un attimo nel pezzo migliore di questo album: Bloody Mary. Lady Gaga, in trepida attesa di una nuova era dall’animo punk, ci insegna la tolleranza (nell’unico vero attacco alla Chiesa con il verso: “I won’t crucify the things you do“) in un brano che mischia perfettamente le sonorità punk con una perfetta cantilena gotica. Il lato oscuro (o carico di speranza?) di questo brano esce dall’epico verso in francese “je ne veux pas mourir tout seul” e dal coro maschile che ripete incessantemente “Gaga“, che irrompe espressamente a metà del brano ma che in realtà lo accompagna dall’inizio alla fine. La canzone si chiude col lamento infinito della cantante (che in realtà irrompe più volte a sorpresa nel brano urlando “love“) e con una frase liberatoria in spagnolo: “oh, liberdade, mi amor“.

Bad Kids ci risveglia improvvisamente con il suo inizio a metà tra il metal e il rock. Non vi illudete, torneremo immediatamente al pop più puro dopo 20 secondi (con il ritornello al suo apice). Il brano è sicuramente nato con il migliore degli intenti, ma il bridge e il ritornello sono davvero troppo già sentiti e privi di qualunque novità. Insomma, un po’ troppo pop (non s’era capito?) rispetto all’avanguardia di questo album.

Il brano più assurdo di questo album è sicuramente Highway Unicorn (Road to Love) che ci stupisce con un inizio urlato e quasi noioso (purtroppo scopriremo più avanti che è proprio il ritornello della canzone), ma che in tutte le altre parti continua perfettamente la linea elettronica dell’album, confermando l’idea che pian piano avanza durante l’ascolto dell’album: ogni singola canzone, sembra, in realtà, il risultato di un remix della canzone stessa, che lascia solo immaginare come potrebbe essere quella originale senza tutte le parti ripetute e quelle improvvise interruzioni musicali. Ma cosa possiamo aspettarci da chi ci chiede di seguire un unicorno su un’autostrada se non l’arte nella sua accezione più oscura e ininterpretabile?

Heavy Metal Lover rappresenta la metamorfosi di cui è capace Lady Gaga. La sua irroconoscibile voce ci guida in un estasi musicale di suoni indistinguibili e strofe elettronicamente sussurrate alle nostre orecchie su una base di bassi pulsanti. Improvvisamente sono passati 4 minuti e la tentazione di riascoltarlo è forte: chi non vorrebbe ricadere tra le braccia di un amante heavy metal?

Lasciandoci alle spalle un amante heavy metal ci troviamo improvvisamente davanti alla chitarra elettrica di Electric Chapel che ci introduce un altro dei fiori all’occhiello dell’album. In questa canzone la insicura Lady Gaga dei precedenti brani che deve urlarci il suo dolore, ma anche la sua fierezza, acquista un’improvvisa fermezza e ci dice, con un’intonazione un po’ scazzata, che c’è un posto sicuro dove possiamo incontrarla e questo posto è proprio la electric chapel. Da sottolineare in questo brano soprattutto una frase, espressione della sua visione dell’amore: “love work in a dirty way“.

You & I riprende il ritmo di We Will Rock You dei Queen proponendoci una meravigliosa ballata che racconta l’amore nel senso più alto della condivisione e dell’impossibilità di vivere senza il proprio partner. Il brano più rock dell’album presentato in un’energica versione che lascia un’impronta indelebile nelle bocche di quelli che negano le abilità compositive e musicali della Germanotta.

Così come abbiamo cominciato chiudiamo: dopo tutti questi brani che passano da rock a elettronica e da gotico a techno torniamo, per fortuna o purtroppo, al pop che tanto serve a Lady Gaga per rimanere ai livelli alti delle classifiche mondiali. The Edge of Glory, scelto come terzo singolo promozionale dopo Born This Way e Judas, è un brano del pop più pop che c’è – nel quale troviamo anche un omaggio, a metà canzone, a quei bei tempi andati di Springsteen grazie ad un assolo di sax – ma che, è da ricordare, nasce come ultimo ricordo al nonno della cantante, scomparso pochi mesi fa.

In conclusione questo album è sicuramente un miscuglio di ogni genere musicale che risulta a volte il risultato di una mente geniale e, a volte, la conseguenza di un eccessivo bisogno di stupire e non ripetersi che ogni buon musicista cerca di evitare.

Ci aspettavamo un capolavoro e quanto a elaborazione e accuratezza melodica, canora e strumentale lo abbiamo ottenuto. Unica cosa da notare: se in “The Fame Monster” su 8 brani trovavamo 8 possibili successi, nei 14 brani di “Born This Way” non possiamo riportare l’esatta proporzione, seppur sentendoci obbligati a dare una votazione (con una scala da 0 a 10) non inferiore al 9.

Che ne pensate?

9 thoughts on “Lady Gaga: “Born This Way” – Recensione del Nuovo Album e Playlist”

  1. paolo says:

    album stupendo con sonorita molto elettriche io gli avrei dato 9.5/10 favolose marry the night born this way gov hooker judas americano sheibe bloody mary heavy metal lover you and i e the edge of glory gaga the queen of pop

  2. Martina B. says:

    @gloria
    Io concordo con te, ogni canzone è studiata perfettamente e la voce di Lady G. è abbinabile ad ogni tipo di sound, dal rock al pop e tutte le loro sfumature.
    Con questo album, secondo me, ci dimostra che può essere camaleontica (si dice così?) non solo nel suo stile ma bensì nella musica.
    Per quanto riguarda la copertina direi che rappresenta bene l'album, tutto quel "dark" mi piace e le sta bene.
    PS. Ho comprato la maglietta, con stampata la cover di Born This Way…
    Adoro Miss Germanotta (:

  3. Ema says:

    dimmi da che canzoni ha copiato così facciamo un articolo

    1. marco says:

      E POI QUESTO ALBUM SI MERITA 4 COME VOTO …
      PUR DI VENDERE HANNO MESSO 0,99 CENTESIMI L ALBUM DI LADY GAGA..
      MA PER FAVORE ..
      DEI CALZINI SPORCHI VALGONO DI PIU!!!!

  4. gloria says:

    Bellissimo album, non c'è che dire; articolato, complesso, intenso.
    Questa poi sa davvero cantare, le canzoni sarebbero belle pure a cappella, togliendo la base; you and I è un capolavoro.

  5. Hornelius says:

    Che disco tamarro! E che copertina inguardabile! Gaga era partita bene e già al secondo album si è schiantata con la sua moto in un monnezzaio di banalità e cattivo gusto. Peccato, lei canta bene e suona bene, ma le canzoni sono proprio una fetecchia da sub-cultura discotecara da terzo millennio. E proprio grazie a questa bassa qualità presumo che venderà molto di più del primo, se possibile.

  6. Veronika says:

    è strepitoso! la prima volta che l'ho sentito mi ha come "investito"! è una bomba musicale!! ti fa andare fuori di matto ha tutto questo album!

  7. icongaga says:

    ottima recensione! Si è notato che -bloody Mary vi è piaciuto! e concordo è una delle canzoni migliori nell'album! :DD 9 come voto va benissimo :D
    marco rondoni :)

  8. Salvo Koursen says:

    Semplicemente STUPENDO !

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