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Concerto dei Muse, recensione – “Due ore di spettacolo intense, totalizzanti. Queste sono vere emozioni” by Chiara “Mad”

foto dal concerto dei Muse

Dare uno sguardo alla pagina di Facebook la mattina dell’8 giugno 2010 e spegnere malamente il computer perché la bacheca è impregnata di messaggi riguardo all’Evento. San Siro. Muse. E io non ho il biglietto.

Ricevere una chiamata da un vecchio amico tre secondi prima di iniziare a lavorare, e sapere che una sua conoscente ne vende due, posto prato. Precipitarsi a Monza a ritirare i biglietti. Correre a casa a prendere delle scarpe da ginnastica per l’amica che come me si era rassegnata ad un anonimo martedì sera in Colonne.

Ed eccoci. Al concerto più atteso dell’estate. Circa 62.000 persone. Le solite discussioni per il diritto a bere senza dover aprire un mutuo. Niente controlli, improbabili armi sotto sequestro, vendita di bottiglie di vetro all’interno dello stadio. Reduce da anni di concerti e festival, spero non ci sia il genio di turno che si diverta a fare il lancio della bottiglia bloccando lo show (vedesi l’ultima apparizione del Reverendo a Milano).

Tre sono le bands supporter: l’orgoglio italiano Calibro 35, i Friendly Fires, capitanati dallo scatenatissimo e serpentino cantante Ed, gli acclamati Kasabian. Il volume dei primi gruppi è scandalosamente basso. Mi spiega l’arcano il tastierista dei Calibro, Enrico Gabrielli: lo stadio deve rispettare una media di decibel durante la serata, e questo vuol dire che il volume è direttamente proporzionale all’importanza della band. Quindi per i Muse non ci saranno orecchie stremate nel cercare di percepire qualcosa, né gruppi di anziani che lanciano fumogeni all’interno dello stadio difendendo il diritto al coprifuoco delle 22.00.

Niente imprevisti, dunque. Alle 21.15 inizia lo show. Inizia il delirio. Ispirazione dell’ultimo album è stato Orwell e il suo capolavoro 1984, e anche il palco scuro e scarno ricorda quelle preziose pagine.

La struttura intorno invece è decisamente futuristica: maxischermi, divisi in riquadri che s’illuminano, proiettano immagini e video, un piccolo palco esagonale al centro del parterre che si alza e ruota, scatenando l’estasi generale, il lancio di coriandoli e stelle filanti, una navicella spaziale metallizzata che sorvola per un tempo inquietantemente lungo lo stadio, prima di lasciar scendere dolcemente una ballerina che si muove sinuosa sul pubblico, appesa a delle corde.
E loro, il geniale trio del Devon; sono energici, sensuali, carnali, precisi, impeccabili. Emotivamente disarmanti. Uprising, Supermassive black hole, Hysteria, Undisclosed desire, Resi stance, Starlight, New born… I capolavori s’intrecciano in un ritmo che non lascia davvero fiato, due ore di spettacolo intense, totalizzanti. Piene di sorprese, come Back in Black degli Ac/dc cantata da Nick Cester dei Jet. O il vestito di Matt coperto di lucine psichedeliche.

Conclusione: che i Muse fossero uno dei gruppi più osannati per le loro esibizioni, si sapeva. Ma esserci in mezzo, a San Siro, con migliaia di persone che cantano e saltano assieme. Beh, queste sono vere emozioni.

By Chiara “Mad”

3 thoughts on “Concerto dei Muse, recensione – “Due ore di spettacolo intense, totalizzanti. Queste sono vere emozioni” by Chiara “Mad””

  1. Pingback: Concerto dei Muse allo stadio Meazza (San Siro) di Milano – video live
  2. Trackback: Concerto dei Muse allo stadio Meazza (San Siro) di Milano – video live
  3. Pakkino says:

    Anche io ci sarei voluto essere, ma non ho trovato il biglietto!
    Porca miseria.

  4. mirella e maurizio says:

    Coinvolgente, precisa e convincente la recensione di Chiara Mad del concerto dei Muse che abbiamo potuto solamente ascoltare per radio. Sembra di essere stati presenti in mezzo a quelle migliaia di persone che cantano e saltano assieme.
    Grazie per averci resi partecipi!
    Mirella e Maurizio

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